La Terra, che contiene tutto il resto. La terra da cui parti e a cui devi tornare altrimenti non chiuderesti il cerchio. Un viaggio ha una partenza ed un arrivo e il kayak parte dalla terra e torna alla terra. Non sempre un viaggio termina con un sorriso, il ritorno sulla terra è sempre difficile e poi… dall’acqua è tutto diverso. Terra gialla e umida che contiene e rimescola energie… E crea i miei pensieri. Pensieri di Metallo, rivolti ad ovest, con il sapore dell’autunno. Non so perché. Perché le mie emozioni sono sempre struggenti, perché sono sempre amplificate sino a sentire un sottile dolore. Come l’Acqua, che guardo dalla terra. Cambia e rimane. Che si stende sulla riva e si ritira. E la voglia di andare. Di capire come funziona… lasciarsi prendere credendo di controllare. Rumore morbido e movimento fluido. Non è difficile arrendersi e cogliere il meglio dell’Acqua, l’Acqua fa tutto da se e bisogna solo lasciarla fare. L’Acqua è fredda, inclemente, scende sempre dal nord e non lascia spazio alla fuga. Assorbe i pensieri e li lavora, li separa in elementi distinti e comprensibili ed è adesso che si deve entrare in acqua. In contatto, lavorarci per produrre la fatica che capisce le cose, che addomestica i pensieri e rende consapevoli. E allora prendo la mia pagaia, di Legno chiaro. Lo so che rende meno di una delle super pagaie il lega e fibra, ma mi piace il contatto con il Legno. E’ dolce e leggero. Sa di vita e rinascita, di alba, di vento fresco. E il legno si mischia all’ Acqua. E l’Acqua lo nutre e nasce la fatica e i semi della creatività. Di Legno i rametti secchi che l’Acqua modella, restituisce alla terra ed io raccolgo per legarli insieme e appenderli alle pareti della mia casa. Di Legno i monili che intaglio… di Legno di scarto, di Legno abbandonato, quello che si usa per gli imballaggi e che poi viene buttato, lo recupero e lo guardo e cerco di ricordare le forme che la fatica ha disegnato con i miei pensieri. Forme di pensieri a forma di kayak a forma di sentimenti. E prendo il Legno… ed il mio coltellino… e tolgo tutto quello che non assomiglia al mio pensiero. E nasce il monile. E’ con il Legno della pagaia che si accende l’entusiasmo. Il Fuoco, il Fuoco Sacro dell’entusiasmo. Rosso e caldo, scende verso sud sull’acqua che viene da nord. Il Fuoco della passione acceso dalla fatica del Legno nutrito dall’Acqua creata dai pensieri Metallo trovati nella Terra. E la cenere che rimane è il frutto, e non lo scarto… e torno sulla terra… apro le mani… la cenere vola… e diventa Terra cantando. Cantando la mia Canzone d’ Amore per la Terra, Quinta Stagione… La Terra, che contiene tutto il resto…
Bellissima! Hai descritto il sapore della Terra…grazie
Grazie a te! ho visitato il tuo sito pare che abbiamo alcuni (molti) interessi in comune!